Espresso
Q U I N D I C I N A L E   D I   I N F O R M A Z I O N E
Russian
Home Giornale Archivio Redazione Pubblicità Riferimenti
 
Numero 3(48)
Il budget cresce con i soldi delle pensioni

    A prima vista sarebbe giusto essere orgogliosi degli indici del budget federale di gennaio.
    Il Ministero della finanza si è affrettato a rapportare l’aumento di entrate fino a 160 miliardi di rubli al mese, equivalenti al 22% del PIL. Il proficit del budget ha costituito l’11% del PIL. Queste cifre, rispetto agli indici del 2001, sembrano incredibilmente alte: va ricordato che nell’anno scorso le entrate medie mensili del budget oscillavano alla quota di 130 miliardi di rubli, mentre il proficit dell’anno ha costituito 2,4% del PIL.
    Il segreto della crescita di entrate budgetarie, però, è semplice. La riforma delle pensioni, in vigore da gennaio dell’anno corrente, ha ridistribuito i flussi dei soldi pensionistici di modo che ora la metà di accantonamenti del 28%, fatte dalle aziende quanto contributi pensionistici, sia ricevuta dal budget federale. In un mese questa cifra è equivalente a 35 miliardi di rubli. In questo modo, la semplice aritmetica dimostra che le entrate proprio fiscali del governo federale in gennaio non solo non sono aumentate, ma si sono ridotte, a causa dei fattori stagionali, cioè il gran numero dei giorni festivi. Le entrate del budget in gennaio sono tradizionalmente più basse delle medie mensili del 10%-15%, e quest’anno da questo punto di vista è stato come tutti gli altri. Nel contempo, il pagamento delle pensioni non ha avuto per ora nessun effetto sulle spese in budget, ma per un solo motivo: in gennaio, in alcuni enti pubblici sono capitati i ritardi nel pagamento degli stipendi, tuttora non regolati.
    L’aumento di entrate budgetarie è affatto l’unico canale di influenza della riforma pensionistica sul bilancio. Come abbiamo notato su uno dei numeri precedenti del giornale, nell’articolo, dedicato al programma dei prestiti pubblici, l’accumulazione dei così detti contributi d’investimento dei cittadini nel Fondo pubblico delle pensioni permette al governo di usare questi mezzi per finanziare i pagamenti dei debiti. Infatti, perché l’esecutivo deve impegnarsi nell’emissione di salate euroobbligazioni che costeranno non meno di 10%-12% in valuta pregiata, mentre sul mercato interno è possibile farsi prestare dei soldi con l’interesse di 14%-15% in rubli per un periodo equivalente, il che, considerata la svalutazione annua del 10%, costa assai di meno? Il governo, del resto, ha già segnato in modo indiretto il suo interesse per i soldi pensionistici. Il 7 febbraio, uno dei massimi dirigenti del Ministero della finanza ha detto che a maggio di quest’anno il governo avesse intenzione di emettere nuove obbligazioni di risparmio, con i termini d’estinzione nel 2005 e 2006. Come ha rilevato, le obbligazioni saranno particolarmente interessanti per i fondi d’investimento e di pensioni, ma, tenendo conto della bassa attività di questi e del fatto che i soldi pensionistici saranno “monopolizzati” dal Fondo pubblico delle pensioni, è dato per scontato che l’emissione di questi titoli segnerà l’inizio del “travaso” dei soldi pensionistici, mirato al finanziamento del budget federale. La presenza di tale intesa diretta tra il Fondo pensioni e il budget è resa ancora più evidente dal fatto che la legge sugli investimenti non ha tuttora superato la seconda revisione della Duma. Anzi, questa legge tuttora suscita serie discussioni tra il Ministero per lo sviluppo economico e i deputati. Come è già stato rilevato più di una volta, il segnare il passo del progetto legge è prevalentemente dovuto alla riluttanza del governo di inserire nella legge una norma relativa ai diritti dei fondi pensionistici privati. In conformità agli ultimi accordi, il governo deve raccogliere tutte le osservazioni relative al progetto legge sulle pensioni verso il 15 febbraio. Visto che alla discussione della legge, a parte il Fondo pubblico delle pensioni, il Ministero per lo sviluppo economico e la Duma, ormai partecipa anche l’amministrazione del Presidente, la seconda revisione si svolgerà non prima di aprile, e quindi il progetto legge difficilmente entrerà in vigore prima della seconda metà del 2002. Fino a questa data, lo stanziamento dell’elemento pensionistico risparmiatore sarà determinato direttamente dal governo o da decreti del Presidente. In questo modo, si può facilmente ipotizzare che a maggio le obbligazioni risparmiatrici, per l’ammontare di 160 milioni di dollari, più probabilmente, saranno acquistate dal Fondo pubblico delle pensioni. Verso quel momento, infatti, sui suoi conti potrebbero già essere circa 500 milioni di dollari di contributi pensionistici risparmiatori.

in alto <<  ARTICOLO PRECEDENTE      ARTICOLO SEGUENTE  >> in alto
ALTRI ARTICOLI DELLA RUBRICA "FINANZA"
Mercato Finanziario ¦  Il governo in preda al pessimismo ¦  Aziende di telecomunicazioni: un grande potenziale di crescita
Rambler's Top100