Espresso
Q U I N D I C I N A L E   D I   I N F O R M A Z I O N E
Russian
Home Giornale Archivio Redazione Pubblicità Dove siamo
 
Numero 1(81)
Tre cammini verso la fotografia

    Nella Galleria Tretiakov si è aperta la mostra di tre fotografi. Una mostra fotografica nel Museo d’arte nazionale più importante è un fatto ancora nuovo per la Russia. L’estensione dei limiti dell’arte raffigurativa avviene nel mondo museale in modo graduale. Nella Galleria Tretiakov c’è oggi peraltro un reparto di tendenze moderne, che cerca di promuovere forme nuove e progetti radicali nell’ambiente radicale. Per ora non riesce come un’iniziativa organica: il reparto appare una realtà assolutamente autonoma ed aliena.
    Trattare la fotografia è più semplice: altro che le azioni di Oleg Kulik o i video del gruppo “Nasi blu”. Tuttavia, abbiamo a che fare solo con la seconda mostra fotografica nella Galleria Tretiakov. Anche la prima, sel resto, si è aperta poco fa: sono le foto degli uomini di cultura, fatte da Viktor Velikzhanin.
    Il progetto di cui stiamo parlando è particolarmente sorprendente, perché riunisce tre autori completamehte diversi. Anzi, due di essi sono dilettanti che hanno biografie fuori del comune. Uno è stato dirigente del servizio stampa presso il Presidente della Russia, il secondo lavorava da interprete per Kruscev e Brezhnev. Ciò non vuol dire che i due autori abbiano ormai lasciato la vita attiva, sono in pensione e si divertono con le riprese fotografiche. Serghei Yastrzhembskij anche oggi fa parte dell’élite politica, tanto che è addirittura arrivato in ritardo all’inagurazione della propria mostra: era impegnato in una riunione al Cremlino... E l’altro, Valerij Sirovskij, anche se non segue più i segretari generali del partito nei loro contatti con gli italiani, non se ne sta con le mani in mano: essendo un uomo pieno di pulsante energia creativa, produce continuamente disegni, articoli, fotografie, che vengono pubblicati da lui stesso, partecipa alle mostre nazionali ed internazionali.
    Lev Melikhov, la cui mostra personale doveva occupare tutto il quarto piano del Fabbricato Ingenernyj della Galleria, è l’unico fotografo professionista dei tre. Per l’esposizione ha preparato delle foto spettacolari e suggestive dei paesaggi siberiani. Le sue opere sono preziose proprio per il fatto che gli stessi panorami potevano rimanere del tutto banali senza l’intervento del maestro. Questo fotografo è conosciuto bene non solo in Russia, ma anche all’estero, è annoverato di diritto tra i maestri fotografici più bravi del Paese. E’ un gesto generoso da parte sua, quello di “stringersi” per dare spazio ai dilettanti, uno dei quali peraltro è il suo allievo: Serghei Yastrzhembskij, laureato in storia, diplomatico, giornalista e politico, ormai da 20 anni è appassionato di fotografia, ma è solo da sei mesi che si fa dare lezioni da Lev Melikhov. Il maestro esperto dice di essere assai soddisfatto dei progressi dell’ “allievo”.
    Valerij Sirovskij, il cui curriculum professionale, a parte l’attività traduttrice, include anche il lavoro presso lo studio cinematgrafico “Mosfilm”, dove ha partecipato alle riprese svolte da Kalatozov, Riazanov, Danelija, e altre cose interessanti (come il lavoro per l’Espresso, ad esempio), presenta le foto scattate in Toscana nell’ autunno del 2003. Paesaggi nebbiosi, colori opachi rendono questa terra dissimile dal suo aspetto abituale. Lev Melikhov che in questo trio svolge anche il ruolo dell’esperto più importante, è stato a suo dire colpito dalla bellezza delle foto scattate da Valerij Sirovskij.
    L’esposizione allestita nel palazzo del Lavruscinskij pereulok è solo il punto di partenza che dà inizio ad un grande tour della mostra per le città europee. I tre protagonisti già adesso possono comunque mettere una nuova riga nei loro curriculum: la mostra nella Galleria Tretiakov. Fa piacere che la Galleria Tretiakov estende il solito concetto di una galleria d’arte, è bello che sia stimato come si deve il bravo fotografo Valerij Sirovskij, c’è una sola cosa che suscita incvece un forte dispiacere: nella Galleria Tretiakov (come, del resto in molte altre pinacoteche) si è mantenuto l’uso barbarico dei tempi sovietici: gli stranieri pagano per i biglietti una cifra che supera di sei (!) volte quella che pagano i nostri connazionali. Questa tradizione è nata nell’epoca sovietica, in cui ogni straniero veniva visto, da una parte, come un nemico, e dall’altra come un riccone sciocco che deve assolutamente lasciare nell’URSS più banconote possibile. Sono ormai 15 anni che l’URSS non c’è più. Ma la tradizione umiliante è ancora in vita...

    P.S. La Galleria Tretiakov e gli altri grandi musei russi operano in constante rapporto con le corrispondenti importanti istituzioni delle altre nazioni. Risulta, per questo, incredibile il perseverare del barbaro uso, retaggio dei tempi sovietici, del biglietto a costo differenziato per i cittadini stranieri.
    Gli stranieri pagano per i biglietti una cifra che supera di molte volte quella dei i nostri connazionali. I sovietici vedevano in ogni straniero un nemico e uno sciocco riccone che doveva assolutamente lasciare all'URSS il suo denaro. Sono ormai 15 anni che l'URSS non c'è più. Ma l'oscena pratica è ancora in vita...

in alto <<  ARTICOLO PRECEDENTE      ARTICOLO SEGUENTE  >> in alto
ALTRI ARTICOLI DELLA RUBRICA "CULTURA"
Il teatro dei vizi ¦  Pittori siciliani da Tsereteli ¦  Genova: il via al programma “Capitale europea 2004” ¦  CARTELLONE
Rambler's Top100    Rambler's Top100