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Numero 5(85)
In che direzione va la moda in Russia

    I russi amanti della moda italiana non perdono una sola fiera In che direzione va la moda in Russia? Come si vestono i moscoviti o i pietroburghesi? Guardiamolo meglio, questo mercato dell’abbigliamento russo. A Mosca ad esempio si trova veramente di tutto. La produzione nazionale, di matrice ancora sovietica, per intenderci, e’ solida e robusta, ma spesso privilegia gli aspetti della praticita’, a quelli dell’estetica. La Cina si aggudica una considerevole fetta di mercato, perche’ propone merce a prezzi estremamente concorrenziali, sulla qualita’ della quale tuttavia non si puo’ fare grande affidamento. Dalla Turchia la Russia importa molti capi in pelle (pellicce, montoni, giacche mezza stagione), certo piu’ interessanti dal punto di vista della qualita’ dei materiali, e che si trovano ancora prezzi vantaggiosi, ma che non vengono lavorati secondo tecnologie di finitura avanzate e conservano un aspetto essenzialmente artigianale. Abbastanza presente sul mercato, specie di quello delle calzature e’ il design pratico, minimalista e severo di matrice scandinava (Finlandia), e sempre piu’ credito va acquistando la produzione –incredibile a dirsi!- tedesca, alla quale viene attribuita psicologicamente dai russi la stessa piacevole, costosa solidita’ ed affidabilita’ che si riscontra nella nuova edilizia cittadina, nonostante non si distingua per particolare creativita’. L’import americano conserva saldo la sua nicchia di mercato presso i giovani e giovanissimi, (specie di sesso maschile), con abbigliamento sportivo, jeans e gadgets ormai irrinunciabili, ai fini di una propria ridefinizione sociale post sovietica. Passeggiando per le strade di Mosca o sul Nevskij di Pietroburgo si ha la sensazione che lo spirito francese, quello forse piu’ affine al Made in Italy rimanga in sordina, col suo glamour metafisico e un po’ cinematografico. Sono proprio gli stilisti italiani, al momento a troneggiare nel settore dell’abbigliamento. Le imprese italiane sono le principali esportatrici verso il mercato russo per alcune categorie merceologiche quali i prodotti in pelle, in cuoio e calzature, e non si parla solo delle grandi case, ma anche delle piccole e medie aziende specializzate in produzione di lusso e di qualita’. Il perche’ del trionfo italiano ha molti motivi. Forse il principale e’ da riscontrarsi nell’attenzione e nel gusto per le rifiniture, per i dettagli, per il design, insomma per il desiderio di fare della vera e propria moda. L’esperienza in fatto di materie prime (fibre naturali o sintetiche che siano); la rigorosa selezione dei materiali, che non scende a compromessi con le congiunture; la ricerca e la costruzione di tessuti operata secondo consolidate metodologie di lavorazione, l’alternanza perfettamente equilibrata tra informale e formale, tra classico e casual, tra fashion e praticita’; tutto questo sembra venire apprezzato con crescente intensita’ dal pubblico russo. Perche’ il gusto cresce, si evolve, matura insieme alla societa’. Anche qui sta tramontando ormai l’eclettismo disordinato e chiassoso generato dalla “fame d’Occidente”. Ormai i russi dimostrano sempre piu’ di distinguere il bello dal colorato, ed e’ gia’ avvenuta una profonda trasformazione nei criteri di acquisto. Si cerca sul mercato non piu’ qualcosa di costoso da indossare per distinguersi, bensi’ qualcosa che possa rappresentare ed accompagnare adeguatamente la persona. Il successo di marchi italiani come Carraro, Balestri, ma anche Dal Dosso, Giroli, ed altri che si fanno strada in Russia a passi da gigante testimoniano pienamente questa inversione di tendenza. Essi corrispondono alle richeste della nuova clientela, che si rivela raffinata, attenta ai dettagli ed alla qualita’ dei prodotti. In una parola esigente. Ecco quindi abiti e capi che rinununciano al protagonismo ad ogni costo, spesso manieristico, per dare risalto, al vero interprete della moda, ovvero il suo destinatario. Vestire Carraro o Balestri, ad esempio, significa vestire le sfumature senza eccessi, e descriversi senza schiamazzi. Veicolare un messagio semplice e pregnante, ovvero, comunicare di essere oltre. Oltre ai rossetti fucsia, agli stretch improbabili, agli stivaloni aggressivi, all’artiglieria pesante ai polsi, al collo, agli orecchi, agli accessori alla Robocop. Balestra e Carraro conservano nel design un’essenzialita’ di gusto quasi orientale, con le fantasie allegre controllate da tagli decisi e geometrici senza rinunciare alle curve classiche europee. Il tutto proposto in un’ampia gamma di coloriture che va dai chiari ai dorati ai grigi e al nero in un’interpretazione particolarmente attuale dei tessuti, che esaltano con garbo e classe i modelli realizzati. Ritornano le ampiezze misurate, le maniche a tre quarti, maniche a un quarto, le gonne retro’, lo spolverino classico, che si affiancano ai tagli informali di gusto giovanile, confortevole e leggero, curato e nello stesso tempo sportivo, ai capi spalla pratici ed eleganti che esaltano la linea della persona, ai dettagli fashion e gli inserti ricercati in punti che sorprendono.
    Queste le collezioni autunno-inverno Carraro e Balestra che hanno affascinato il pubblico russo. Si prevede una calorosissima accoglienza anche per le collezioni primavera-estate che verranno presentate il prossimo settembre. Ed in arrivo sono anche la linea d’Alta Moda, che fra qualche settimana verra’ proposta per la prima volta proprio in Russia, e si prepara la presentazione fra pochi mesi degli abiti da sposa. Senza contare il fittissimo calendario fieristico della Maison Carraro, che riparte grintosa da settembre a proporre alle grandi capitali russe il proprio gusto ed il proprio stile. Ma soprattutto si lavora per consolidare in un paese economicamente e commercialmente giovane come la Federazione Russa la propria visibilita’ ed un immagine di professionalita’ e competenza che da sempre contraddistingue i marchi italiani nel mondo.

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