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Numero 11(91)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA: 4/11376
presentata da RIVOLTA DARIO il 25/10/2004 nella seduta numero 533
Stato iter: IN CORSO
| COFIRMATARIO |
GRUPPO |
DATA FIRMA |
| PINTO MARIA GABRIELLA |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| CALIGIURI BATTISTA |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| MICHELINI ALBERTO |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| STERPA EGIDIO |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| PAOLETTI TANGHERONI PATRIZIA |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| AZZOLINl CLAUDIO |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| PALMIERI ANTONIO |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| LICASTRO SCARPINO SIMONETTA |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| LAlNATI GIORGIO |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
| GARAGNANI FABIO |
FORZA ITALIA |
25/10/2004 |
Ministero destinatario:
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Attuale delegato a rispondere
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI , data delega 25/10/2004
Termini di classificazione dell'atto secondo lo standard Teseo:
ISTITUTI DI CULTURA ITALIANA ALL'ESTERO, NOMINE, RELAZIONI INTERNAZIONALI
TESTO ATTO Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-11376
presentata da DARIO RIVOLTA lunedi 25 ottobre 2004 nella seduta n.533
RIVOLTA, PlNTO, CALIGIURI, MICHELINl, STERPA, PAOLETTI TANGHERONI, AZZOLINl, PALMIERI, LICASTRO SCARDINO, LAINATI e GARAGNANI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
in pi? di una occasione il nostro Governo si ? adoperato ad esortare le ambasciate italiane all'estero e gli Istituti di cultura a fungere da reali rappresentanti del nostro Paese e fucine della cultura italiana;
? ormai nota ai pi? la spiacevole vicenda del direttore dell'Istituto di cultura italiano a Mosca, Angelica Carpifave, nominata il 27 febbraio 2003 ed insediatasi il 18 settembre 2003 sulla quale ? stato prodotto un dossier dai sindacati, quattro interrogazioni parlamentari e tre ispezioni della Farnesina;
in seguito ad un ricorso per l'anomalia della nomina della Carpifave il TAR Lazio il 25 febbraio 2004 ha ordinato al Ministero degli affari esteri di produrre una documentazione particolaregglata;
la signora Carpifave vanta una serie di problemi con la Federazione russa gi? dal 1999, per una serie di inconvenienti legati all'organizzazione della mostra "Splendori della corte degli Zar", al punto che si rasent? l'incidente diplomatico: nel marzo 1999 una giornalista russa firmava due articoli, nei quali raccontava la vicenda dei 546 pezzi preziosi (icone, vasellame, gioielli, abiti, mobili), gi? della famiglia dello Zar Paolo I, di propriet? del museo russo di Pavlosk, arrivati in Italia per la mostra in questione, quest'ultima promossa dalla fondazione Helikon di cui la Carpifave era presidente e tenuta con successo a Roma e Torino. Detti pezzi sarebbero poi scomparsi per un lungo periodo a Firenze dove, in teoria, si sarebbe dovuto tenere una terza esposizione, e riottenuti dalle autorit? russe solo grazie ad un gran lavoro diplomatico. Nell'occasione, il Soprintendente di FIrenze Antonio Paolucci scrisse all'ambasciatore Spassky una lettera in cui manifesta il suo "disagio ed imbarazzo" per il comportamento "scorretto ed assolutamente inammissibile" della presidente della Fondazione Helikon, auspicando che nessuno, in Russia, le affidasse mai pi? incarichi di tal genere. Quando, infatti, nel 2003, venne reso noto il nome della nuova direttrice dell'Istituto italiano di cultura a Mosca, il Ministro della cultura Shvydkay spedi due lettere ufficiali alle nostre autorit?, spiegando perch? la Carpifave fosse persona non gradita;
i dipendenti dell'Istituto sono, nel frattempo, scomparsi o completamente inutilizzati; Elena Kuprenina ? volontariamente andata via, Vladimir Sabattini ? stato licenziato; i due addetti culturali Del Bravo e Cioni sono temporaneamente applicati agli uffici dell'ambasciata insieme ad un contabile D. Bassalygo; un'impiegata Tatiana Popova, dai primi di maggio 2004 ? tenuta in ufficio senza alcun incarico e senza strumenti di lavoro; altra dipendente, A. Pretato ? stata a lungo assente perch? incapace di reggere le violenze verbali ed il turbinoso e contraddittorio succedersi di ordini di servizio; ai primi di giugno ? andata in pensione l'addetta alle borse di studio A. Musci, dopo aver ricevuto in circa sei mesi una ventina di lettere di censura; due "consulenti" russi assunti di fiducia del direttore, sono stati allontanati dopo una breve e tormentata esperienza (trattasi d? Martinov e Trusov);
l'organico effettivo ? oramai, quindi, ridotto al Direttore, la consulente contabile moldava, tre guardie di sicurezza e due donne delle pulizie;
a ci? si aggiunga che, come reso noto dalle organizzazioni sindacali in un apposito memoriale, la Carpifave, ha spedito, in soli diciannove giorni, dodici contestazioni di addebito ai dipendenti dell'Istituto (in tutto, alla fine le contestazioni saranno settanta), li ha mandati a sfamare i cani randagi del quartiere, rifiutato di pagare gli stipendi dell' autista, mandato una nota di demerito ad una funzionaria ricoverata in ospedale per un'ischemia; ha costretto gli agenti della "Zao Chop" l'agenzia incaricata di vigilare sulla sicurezza dell'Istituto, a spostare di continuo le macchine parcheggiate sul marciapiede opposto, perch? era convinta fossero autobomba di terroristi ceceni e, di fronte alle loro resistenze, ha revocato il contratto;
ha chiuso la biblioteca e la videoteca dell'Istituto (che, con i loro tremila volumi e miliecinquecento Vhs, sono gli archivi pi? ricchi della cultura italiana in Russia) perch?, sosteneva, a contatto con il personale e con gli studenti, libri e cassette si sarebbero impolverati e rovinati, ha fatto comprare un divano letto e dormire in istituto la sua collaboratrice personale arrivata dall'Italia;
inoltre, si apprende che Carpifave si sarebbe spacciata ambasciatrice del nostro Paese o si sarebbe comunque
qualificata come "Presidente della rappresentanza per gli affari culturali del ministero degli affari esteri della
Repubblica italiana a Mosca" (carica che non esiste!), che ha accusato l'Ambasciatore italiano a Mosca di aver
assodato mafiosi russi per sparare sulla sua auto e di aver subappaltato la sede dell'Istituto a trafficanti di liquori e
tabacco;
fonti di stampa riportano che la Carpifave ha aggredito il regista Nikita Michailkov, sostenendo che, se aveva ottenuto
il Leone d'Oro a Venezia lo doveva unicamente a lei;
dal dossier preparato dai sindacati, risulta che la Carpifave abbia presentato una denuncia contro il dottor Dimltrij Bassalygo, contrattista di ruolo presso l'Istituto di cultura, con l'accusa di averla aggredita e di averle spezzato la quinta vertebra del collo. La denuncia ? stata archiviata dal commissariato di polizia di zona in quanto ? stato subito accertato che il fatto non sussiste;
da fonti informali, si ? appreso che il ministero degli affari esteri intende costituire una task-force presso l'Ambasciata d'Italia a Mosca con il compito di "sovrintendere all'organizzazione ed alla realizzazione delle manifestazioni culturali italiane collegate alla seconda fase del grande Progetto "Italia-Russia", previste a Mosca per la prima met? del prossimo anno." Riconoscendo cos?, implicitamente, l'inadeguatezza della Carpifave;
una ventina tra i pi? noti italianisti russi ha reso pubblica una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, nella quale vengono riproposte polemiche e lamentele sull'attuale gestione dell'istituto di cultura italiano a Mosca. Nella missiva, sottoscritta da diversi accademici, storici, filologi e storici dell'arte, si critica la gestione "non professionale" dell'Istituto da parte della Carpifave, la quale avrebbe manifestato un atteggiamento "offensivo" verso un Paese, la Russia che incarna un patrimonio culturale "tra i pi? importanti al mondo". Tra le firme, sono da evidenziare quella di Vladimir Goriainov, direttore della sezione arte contemporanea del Museo Puskin e di lelena Oparkova, responsabile della fondazione musicale create dalla cantante Gaiina Vishnevskaia;
le perplessit? espresse dalle autorit? politiche e culturali russe sono confermate da quella che appare, al di l? del linguaggio diplomatico, una sostanziale bocciatura, da parte del direttore generale della promozione culturale Francesco Aloisi de Larderei, del programma delle manifestazioni culturali presentate dall'istituto italiano di cultura di Mosca per il 2004 e dalla esclusione dell'Istituto da tutte le manifestazioni culturali di alto livello tenutesi a Mosca nell' ultimo anno -;
come e perch? il MAE sia giunto alla nomina delia Carpifave in cos? importante incarico;
cosa intenda fare il Governo italiano per restituire serenit? interna alle rappresentanze diplomatiche e culturali italiane in Russia e altresi salvaguardare l'immagine che, attraverso i nostri rappresentanti In loco, l'Italia deve offrire in un Paese cos? importante nelle nostre relazioni internazionali;
quali siano le motivazioni che hanno indotto il ministero degli affari esteri a non procedere nei confronti della dottoressa Carpifave al momento dell'archiviazione del caso Bassalygo da parte della polizia russa.(4-11376)
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