Espresso
Q U I N D I C I N A L E   D I   I N F O R M A Z I O N E
Russian
Home Giornale Archivio Redazione Pubblicità Riferimenti
 
Numero 7(52)
Mercato Finanziario

        Il mercato valutario
    I partecipanti al mercato valutario si stanno riprendendo dopo il cambio della direzione della Banca Centrale (BC). Questi mutamenti potevano comportare una notevole destabilizzazione del cambio, ma non si è avverato niente del genere. Le dimissioni di Gherascenko si sono coincise con la bassa liquidità sui mercati monetari, che si è formata in seguito ai pagamenti fiscali, per cui, pur volendolo tanto, gli speculatori non sono riusciti a guadagnare su questa notizia.
    D’altra parte, la reazione abbastanza tranquilla al ritiro di Gherascenko può essere motivata anche con il fatto che il nuovo dirigente della BC per ora non ha segnalato in nessun modo le sue priorità nel campo della politica valutaria e monetaria. Nei suoi primi interventi, Serghei Ignatiev ha cercato di dimostrare la massima lealtà all’ex dirigenza della BC ed evitava risposte dirette alle domande su possibili modifiche nelle azioni della BC. Senza qualsiasi accenno da parte sua, è difficile che il mercato valutario possa formare le attese.
    Nel contempo, ai primi di aprile Tatiana Paramonova ha dichiarato che la BC ha intenzione di aumentare le riserve valutarie auree fino a 45-47 miliardi di dollari. Ciò significa che la BC intende di svalutare il rublo a ritmi accelerati, perché non ha un altro metodo per aumentare le riserve valutarie auree con i prezzi attuali del petrolio. C’è un intoppo però: per ora non è chiaro se Tatiana Paramonova rimarrà nella squadra del nuovo dirigente della BC.

    Il mercato azionario
    Dalla fine di marzo, sul mercato azionario russo si è formata una volatilità elevata. In seguito alle notizie negative dagli USA (scarsi utili di aziende americane e la decisione del FRS di lasciare invariati i tassi d’interesse) sono iniziate le vendite anche nelle azioni russe. L’indice RTS che verso il 31 marzo era giunto alla quota 350, è caduto fino a 340 in seguito alle vendite di investitori stranieri.
    Nel contempo, la situazione sul mercato di titoli russo è stata salvata dai prezzi del petrolio. La recrudescenza della situazione in Medio Oriente ha fatto sì che ai primi di aprile i contratti a termine per la miscela Brent hanno superato la quota di 28 dollari per un barile. Con queste notizie, le aziende petrolchimiche russe continuano, senz’altro, ad essere attraenti.
    Questa situazione dovrebbe rimanere invariata anche prossimamente. La riforma del settore energetico elettrico segna il passo, e la faccenda della ristrutturazione della RAO EES diventa talmente implicata che gli investitori di solito non osano includere le azioni di questo gruppo nei loro portafogli. Nelle telecomunicazioni, le aziende russe di comunicazioni cellulari ora non sembrano più poco costose, e per quanto riguarda le società che forniscono i servizi di comunicazioni fisse, anche esse sono coinvolte nel processo del consolidamento. In questo modo, le azioni di aziende petrolchimiche rimangono il settore più trasparente.

    Il mercato di obbligazioni
    Nelle ultime due settimane, i prezzi di obbligazioni valutarie russe praticamente non sono cambiati. L’attività sul mercato era bassissima. In Argentina continuano le trattative in merito agli aiuti del FMI che potrebbero essere fornite a questo Paese, ma tuttora non esiste nessuna chiarezza in questa questione.
    L’attenzione degli investitori ora è centrata sugli indici macroeconomici degli USA che influiscono la probabilità dell’aumento dei tassi d’interesse all’incontro del FRS degli USA, fissato per il 7 maggio. Le statistiche pubblicate alla fine di marzo dimostravano il miglioramento della situazione macroeconomica. In particolare, l’indice della fiducia dei consumatori ha costituito a marzo 110,2 b.p. (mentre si aspettavano 98), i dati precisati sul PIL nel IV trimestre del 2001 erano rivisti dal 1,4% al 1,7%. In questo modo, ci sono i motivi per ritenere che alla prossima riunione i tassi saranno aumentati, il che potrebbe comportare una certa riduzione dei prezzi delle obbligazioni della Tesoreria statunitense.
    Per quanto riguarda le obbligazioni russe, esse non sembrano aver esaurito il potenziale della loro crescita con il livello attuale dei prezzi. Gli alti prezzi del petrolio di nuovo determinano la dinamica dei loro prezzi, e finché in Medio Oriente si mantiene l’instabilità, le euroobligazioni della FR possono essere tranquillamente tenute nei portafogli. Nel contempo, non sarebbe prudente comprare, con il livello attuale dei prezzi, i buoni russi: qualsiasi ribasso dei prezzi del petrolio potrebbe comportare le perdite relative a tali investimenti.

in alto <<  ARTICOLO PRECEDENTE      ARTICOLO SEGUENTE  >> in alto
ALTRI ARTICOLI DELLA RUBRICA "FINANZA"
Dimissioni inutili ¦  Continuano le trattative sull’adesione alla WTO ¦  Rimandata l’approvazione della legge sull’investimento delle pensioni ¦  Peggiora la bilancia dei pagamenti ¦  In attesa del messaggio del Presidente
Rambler's Top100    Rambler's Top100