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Numero 13(58)
Assassinato Golovliov deputato del Partito Liberale Russo

    Il 21 agosto, in mattinata, è stato assassinato Vladimir Golovliov, deputato della Duma di Stato e copresidente del partito “Russia liberale”.
    E’ morto mentre passeggiava con il suo cane in un boschetto vicino al palazzo in cui abitava.
    Ci si è buttati subito a parlare di due moventi dell’accaduto: quello politico e quello criminale. Gli altri membri del partito, compreso Boris Berezovski, ex oligarca caduto in disgrazia, si sono affrettati a dire che l’omicidio è logicamente dipeso dalla campagna di pressioni esercitata nel corso di questi ultimi mesi nei confronti della “Russia liberale”. A detta di Serghei Iuscenkov, un collega di Golovliov, gli attivisti del partito, al quale era stata negata la registrazione statale, avrebbero subìto molte volte varie aggressioni. “In diverse città i nostri attivisti sono stati malmenati, aggrediti i nostri uffici, e tutto ciò è finito in un assassinio”, ha affermato Iuscenkov. Lo stesso Berezovski si è espresso in modo ancora più drastico: “L’omicidio del deputato della Duma di Stato Vladimir Golovliov è stato commesso dietro disposizioni delle autorità russe, per intimidire l’élite politica del Paese”.
    Ma non va dimenticato che Vladimir Golovliov era stato imputato di abuso di potere, di frode e di peculato, mentre lavorava come presidente del Comitato regionale di Celiabinsk per la gestione dei beni, nei primi anni ‘90. Ed è assai probabile che qualcuno degli uomini che avevano fatto fortuna in quel periodo non volessero che lui parlasse al processo. Inoltre, secondo alcune informazioni, il deputato aveva interessi privati nei porti della regione Primorski (situata in Estremo Oriente), per i quali si era svolta l’ennesima guerra d’affari, accompagnata da sparatorie. Già da tempo Golovliov avrebbe notato di essere stato pedinato. Aleksei Mitrofanov, vice dirigente della fazione dei democratici liberali, ha dichiarato da parte sua che non dovrebbe venir scartata nessuna delle versioni avanzate. “Lo stesso assassinio di un parlamentare è per definizione un assassinio politico”, ha rilevato. “Ma io non perderei di vista né quei problemi che il morto aveva a Celiabinsk, né il fatto che qualcuno aveva già cercato di attentare alla sua vita, nonché i possibili motivi personali”.
    Per ora non è chiaro quanto efficienti saranno le indagini su quest’omicidio. In Russia di solito gli assassini dei deputati della Duma venivano trovati. Dei sei casi in cui sono stati uccisi dei deputati, cinque sono stati risolti (fa eccezione l’omicidio di Galina Starovoitova).

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