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Numero 16(61)
Abolito il decreto di Eltsin su Radio Libertà

    Il Presidente della Russia Vladimir Putin ha firmato il decreto che riconosce privo di validità il Decreto del Presidente della RSFSR del 27 agosto 1991 n. 93 “Sul bureau della radiostazione indipendente Libertà/Europa Libera”.
    Il 27 agosto 1991 il Presidente della RSFSR Boris Eltsin ha firmato un decreto in cui “tenendo conto del ruolo [della stazione Libertà] nell’informazione obiettiva dei cittadini della RSFSR e dell’opinione pubblica mondiale sull’andamento dei processi democratici in Russia” ha dato il permesso alla radiostazione di aprire ufficio a Mosca.
    Con lo stesso decreto Eltsin ha incaricato di garantire un lavoro senza preclusioni ai giornalisti e provvedere per i canali di telecomunicazione.
    Il decreto incaricava il Ministero degli Esteri a dare accreditamento ufficiale ai corrispondenti dell’emittente e garantir loro la possibilità di realizzare senza alcuna preclusione la propria attività giornalistica nel territorio della RSFSR; il sindaco di Mosca era incaricato di concedere un locale per il bureau della radio; mentre il Ministero della Stampa e quello delle Telecomunicazioni di provvedere per i canali di collegamento necessari.
    La Direzione informazioni dell’Amministrazione del Presidente della Federazione Russa ha indicato che il decreto “ristabilisce l’equanimità nello spazio informativo russo”. Visto che il Decreto del 1991 è stato emanato subito dopo il colpo di Stato, quando la radio era di fatto l’unica fonte di informazioni operative, durante le impetuose trasformazioni democratiche in Russia “doveva manifestare simbolicamente la fedeltà della nuova leadership russa ai principi della libertà di parola e di stampa”. Oggi il documento ha perso il suo significato iniziale. Anzi, ha messo la radio Libertà/Europa Libera effettivamente in posizione privilegiata rispetto agli altri mass media stranieri che operano in Russia.
    La Direzione informazioni ha sottolineato che il decreto del Presidente “non è una reazione alla politica informativa della radiostazione”, anche se quest’ultima “non solo ha conservato il proprio indirizzo ideologico, ma ha anche acquistato ultimamente un carattere ancor più tendenzioso”.

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